tecniche
doratura
La tecnica della doratura sebbene possa sembrare apparentemente semplice, nella pratica è un procedimento laborioso: difficilmente un amatore può applicare tale tecnica solo con la lettura di un manuale per quanto completo ed esauriente. Solo l'esperienza a fianco di un maestro artigiano può permettere di raggiungere risultati soddisfacenti.
Questa tecnica, pur difficile per la delicatezza del procedimento, è estremamente affascinante. Richiede diverse fasi e sono necessari vari giorni prima di vedere il lavoro ultimato, però il risultato certamente gratifica la pazienza e meticolosità di chi si cimenta in quest'arte le cui origini si perdono nei secoli.
La classica doratura consiste nell'applicazione di una foglia d'oro, argento o altro metallo su una superficie appositamente preparata. La tecnica si è relativamente modificata nei secoli: l'unico intervento della moderna tecnologia, riguarda la laminatura dell'oro, ottenuta industrialmente e non più eseguita a mano dai "battiloro".
Le tecniche di doratura sono essenzialmenee tre: a guazzo, con missione (collante) all'acqua, con missione ai solventi. Sebbene oggi siano usate indifferentemente, in passato in Francia ed in Italia, per le cornici e le decorazioni d'interni, si usava il metodo della doratura ad acqua, mentre in Inghilterra si preferiva quello ad olio, perché più resistente all'umidità atmosferica.
- a guazzo: si ottiene applicando le foglie di oro fino e di argento fino, oppure foglie di altri metalli imitanti i metalli pregiati (bronzo, ottone, alluminio e altri). Si inizia col dare alcune mani di gesso, poi il bolo (materiale argilloso) che - bagnato con acqua - permette l'applicazione delle foglie. Si brunisce con la pietra d'agata e si fissa con delle patine.
- con missione all'acqua: può essere utilizzata senza la gessatura, non può essere brunita ed è utilizzabile solo per interni e non sui metalli.
- con missione al solventi: è una tecnica per vari materiali (legno, metalli, pietra e altri) che si esegue senza gessare né brunire, ed è utilizzata per dorature in esterni.
In commercio, essenzialmente per impieghi amatoriali, sono disponibili altri due tipi di prodotti: doratura in crema (una pasta a base di cera) che si stende sull'oggetto e che può essere brunita e lucidata con un panno; doratura liquida (liquido a base di resine acriliche e polveri di bronzo) indicata per il marmo, la pietra ed il metallo.
La foglia di metallo è disponibile in foglietti; quella d'alluminio o metallo bianco è meno lucente degli altri metalli, però come l'oro non si ossida. Invece similoro argento e rame si ossidano e difficilmente il processo può essere impedito tramite verniciatura o laccatura.
finti marmi
Durante il Rinascimento l'interesse per l'arte antica favorì l'apprezzamento sempre crescente per i marmi e le pietre che avevano decorato fastosamente gli edifici della Roma antica. Ciò comportò che i nuovi edifici ecclesiastici e patrizi tornarono ad ornarsi di marmi policromi e si sviluppò il gusto della tarsìa marmorea. Nel Nord Europa si iniziò perfino a decorare i legni in finto marmo così come in Italia, quando i marmi non erano disponibili o comunque troppo dispendiosi, si dipinsero marmi sui muri delle chiese e dei palazzi.
Quest'arte, dati gli ottimi risultati, si sviluppò rapidamnente raggiungendo una vasta diffusione. Oltre che sui muri, tavoli e pannellature, il finto marmo viene usato nei trompe-l'oeil per imitare colonne, soglie e rivestimenti.
trompe-l'oeil
Trompe L'oeil, è un termine francese, che letteralmente significa "inganno dell'occhio" in quanto il suo scopo è quello di indurre nell'osservatore, anche solo per qualche secondo, l'illusione di trovarsi di fronte soggetti (generalmente paesaggi) composti da elementi reali.
Questa tecnica si usa per decorare pareti e supporti mobili con tendaggi, librerie, paesaggi per creare le atmosfere di nuovi spazi. Nessuna tecnica fotografica, per quanto complessa, può restituire l'illusione data dal trompe l'oeil.
Nella decorazione delle porcellane, questa tecnica è impiegata per riprodurre gioielli, cammei e statue ma soprattutto per imitare materiali in quanto la porcellana è una base ottimale per essere decorata in modo da ricreare fedelmente le venature del marmo, della malachite, dei lapislazzuli, della radica.
découpage
Il découpage è un termine di origine francese che significa "ritaglio" in quanto si riferisce alla decorazione di oggetti con figure ritagliate: un'arte che dopo un lento declino è oggi tornata di moda..
Questa antica tecnica decorativa prese piede in Europa alla fine del XVII secolo grazie alla moda di oggetti laccati in stile cinese diffusasi tra la nobiltà e la ricca borghesia. Quest'arte venne riproposta in Italia con i nomi di "lacca contraffatta" o "arte povera" grazie ai mobilieri veneziani, che per riuscire a soddisfare in tempi ragionevoli la crescente richiesta di monili laccati in tutta Europa, cominciarono a ritagliare, dipingere e laccare le immagini stampate. Grazie alla sua relativa semplicità, la tecnica si diffuse rapidamente in Germania, Francia, Inghilterra e perfino nel nuovo mondo.
Inizialmente si usavano figure di stile cinese, poi si prese ad utilizzare le immagini più svariate. Nel XIX secolo quest'arte si diffuse tra il popolo: il découpage vittoriano è ancóra oggi eseguito utilizzando immagini di fiori, uccelli, cherubini posizionate a caso sulla superficie dell'oggetto.
La tecnica decorativa consiste nel tagliare, comporre, incollare e fissare con vernice trasparente le immagini su un oggetto. L'oggetto è poi trattato con successivi strati di vernice, alternate a carteggiatura (che ha lo scopo di uniformare la superficie decorata) in modo da farlo apparire totalmente liscio (senza gli "scalini" delle figure), come se fosse dipinto.
E' possibile decorare vecchi oggetti o mobili personalizzandoli e armonizzandoli con l'arredamento dell'ambiente a cui sono destinati oppure realizzare eleganti complementi d'arredo su qualsiasi tipo di materiale: legno, terracotta, ferro, e pareti.
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